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Le auto elettriche prendono fuoco? I falsi miti sulla mobilità elettrica

La mobilità elettrica è ancora qualcosa di relativamente nuovo e poco conosciuto. Ecco perché molto spesso ci imbattiamo in una serie di “falsi miti” legati alle auto full electric, come ad esempio la possibilità che queste prendano fuoco più facilmente.

Dati alla mano, in realtà, non è affatto così: un’auto elettrica, infatti, ha un rischio di 60 volte più bassi di prendere fuoco rispetto ad un veicolo ad alimentazione termica. Ci sono ancora tanti altre “bugie” sulle auto full electric. Vediamole (e smascheriamole!) insieme.

Mito 1: le auto elettriche prendono fuoco più facilmente delle auto a combustione

Uno dei miti più diffusi sulle auto elettriche riguarda il fatto che queste prendano fuoco più facilmente rispetto ai loro equivalenti alimentati a benzina. Questo mito è nato ed è stato alimentato a causa di episodi isolati e riportati in modo sensazionalistico dai media: ricordiamo, ad esempio, un caso di cronaca relativo ad un autobus elettrico che ha preso fuoco a Mestre.

In realtà, le auto elettriche sono soggette agli stessi rigorosi test di sicurezza dei veicoli tradizionali, compresi quelli specifici per prevenire incendi. La presenza di una batteria al litio, che è l’elemento che preoccupa di più, non aumenta intrinsecamente il rischio di incendi. Al contrario, le batterie sono dotate di avanzati sistemi di gestione termica e protezione che minimizzano qualsiasi pericolo. 

In più, le statistiche ci dicono che l’incidenza degli incendi in auto elettriche è inferiore a quella dei veicoli a motore termico. La differenza sostanziale sta nei metodi necessari per spegnere le fiamme in caso di incendio, che in genere richiedono più tempo a causa delle caratteristiche delle batterie al litio, ma questo non implica una maggiore propensione al rischio di incendio in sé.

Mito 2: le auto elettriche hanno un’autonomia limitata

Un altro dei miti più comuni sulle auto elettriche ha a che fare con la loro autonomia. Questa credenza nasce dal fatto che, nelle prime fasi dello sviluppo dei veicoli elettrici, l’autonomia è stata effettivamente un “tallone d’Achille”, ma oggi non è più così.

Oggi, la maggior parte delle elettriche hanno autonomie che soddisfano e superano le esigenze quotidiane della maggior parte degli automobilisti, con singole cariche che permettono di percorrere distanze comparabili a quelle dei veicoli a combustione. Con batterie da 50 kWh, è ormai comune avere autonomie di 250-300 km, mentre modelli dotati di batterie da 75/100 kWh possono garantire percorrenze ancora maggiori, eliminando la cosiddetta “ansia da autonomia” per la stragrande maggioranza degli utilizzi quotidiani. 

Se vuoi saperne di più, ti consigliamo di leggere questo articolo dedicato proprio all’autonomia delle auto elettriche.

C’è da dire anche che l’autonomia effettiva di un veicolo elettrico può variare in base a diversi fattori, come lo stile di guida, le condizioni meteorologiche e il tipo di percorso, esattamente come accade per i veicoli a motore termico. Altra nota positiva riguarda la rete di infrastrutture per la ricarica, che sta inoltre crescendo rapidamente, sia in termini di colonnine di ricarica rapida lungo le autostrade che di punti di ricarica urbani, rendendo sempre più semplice (e veloce!) gestire la ricarica del veicolo.

Mito 3: le auto elettriche non sono veramente ecologiche

Un’altra credenza riguarda la sostenibilità effettiva delle auto elettriche. Su questo, in realtà c’è un fondamento logico, che però si basa spesso su una valutazione parziale dell’impatto ambientale di questi mezzi. Se consideriamo l’intero ciclo di vita, dalle materie prime alla produzione, dall’uso allo smaltimento, le auto elettriche ne escono decisamente vincenti. Ci sono diversi studi condotti da organizzazioni indipendenti, come la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), hanno dimostrato che le auto elettriche immesse oggi sul mercato europeo emettono, nel loro ciclo di vita, fino al 69% in meno di CO2 rispetto alle vetture diesel.

L’obiezione più comune riguarda il ciclo di produzione delle batterie per veicoli elettrici, che richiede l’estrazione di minerali specifici, con un impatto ambientale (e anche un peso sociale) non da sottovalutare. Dobbiamo considerare, però, che le innovazioni nel processo di produzione, l’uso di materiali riciclati e l’ottimizzazione dell’efficienza energetica stanno riducendo questo impatto. 

Mito 4: i costi sono proibitivi

Anche questo falso mito merita un approfondimento in più per essere spiegato. In effetti, parlando di prezzo d’acquisto iniziale, quello delle auto elettriche può essere superiore a quello dei veicoli a combustione. Dobbiamo dire, però, dall’altra parte, che i costi operativi e di gestione molto inferiori compensano questa differenza. 

L’energia elettrica per la ricarica costa meno del carburante fossile e l’efficienza superiore dei motori elettrici riduce ancora di più i costi per chilometro. Inoltre, le auto elettriche richiedono meno manutenzione rispetto ai veicoli tradizionali, poiché hanno meno parti meccaniche soggette a usura, come l’olio motore, i filtri e le cinghie, facendoti risparmiare di più. 

C’è poi l’opzione noleggio a lungo termine, soluzione molto popolare soprattutto tra chi sceglie auto elettriche, che ti permette di noleggiare un’auto per un periodo di tempo predefinito (dai 24 ai 60 mesi) sottoscrivendo un canone mensile fisso. In questo modo:

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