Garantire la sicurezza dei più piccoli in auto è una delle priorità più importanti per un genitore. Questo è ancora più vero se guardiamo ai dati: secondo uno studio condotto da tutti gli Automobile Club d’Europa, gli incidenti d’auto sono la prima causa di morte per i bambini fra i 5 e i 13 anni.
Ecco perché le normative sul seggiolino in auto sono così importanti e, negli ultimi anni, queste regole sono state aggiornate per allinearsi ai più alti standard di sicurezza. Ovviamente, il rispetto della legge riduce il rischio di sanzioni, ma soprattutto protegge i piccoli passeggeri da eventuali incidenti, garantendo la loro incolumità.
In questa guida, parleremo delle normative sul seggiolino in auto nel 2024 e come applicarle correttamente.
Il seggiolino auto, o più precisamente il sistema di ritenuta per bambini (SRB), è un dispositivo di sicurezza progettato per proteggere i bambini durante i viaggi in auto.
Come puoi intuire dal nome stesso, si tratta di un sistema che assicura il corretto posizionamento e la protezione del bambino, utilizzando cinture e altre misure di sicurezza adeguate alla sua statura e peso.
Il termine “seggiolino” include, in realtà, diverse tipologie di dispositivi, come l’ovetto per i neonati, i seggiolini veri e propri per bambini più grandi e i rialzi per i bambini che superano determinate altezze.
Circa l’obbligatorietà del seggiolino, facciamo subito chiarezza: l’uso del seggiolino auto è obbligatorio per tutti i bambini di statura inferiore a 1,5 metri, come stabilito dall’articolo 172 del Codice della Strada. Fino al raggiungimento di questa altezza, i bambini devono essere assicurati al veicolo con un sistema di ritenuta adeguato, omologato e proporzionato al loro peso e altezza. Una volta che il bambino supera i 150 cm di altezza, potrà utilizzare le normali cinture di sicurezza del veicolo.
I seggiolini per auto non sono tutti uguali: esistono diverse tipologie di sistemi di ritenuta per bambini (SRB), pensate per garantire la massima sicurezza ai piccoli passeggeri a seconda della loro età, peso e altezza. Ecco quali sono.
Per i neonati, la soluzione perfetta è l’ovetto o la navicella, generalmente utilizzato fino ai 12 mesi di età o fino a circa 13 kg di peso. Questo dispositivo permette di posizionare il bambino in modo sicuro, solitamente rivolto contro il senso di marcia, proteggendolo meglio in caso di frenate improvvise o incidenti.
L’ovetto è dotato di un sistema di cinture a cinque punti che garantisce la massima stabilità, mentre la navicella permette al neonato di viaggiare sdraiato, utile soprattutto nei primi mesi di vita.
Il rialzo, o “alzatina”, è un sistema utilizzato per i bambini più grandi che hanno superato i seggiolini tradizionali, ma non sono ancora abbastanza alti per usare le cinture di sicurezza dell’auto in modo corretto. In genere, il rialzo è consigliato per bambini di peso compreso tra 15 e 36 kg, ed è obbligatorio fino al raggiungimento di un’altezza di 1,5 metri.
Il seggiolino tradizionale è perfetto per i bambini che hanno superato la fase neonatale, ma che non sono ancora pronti per utilizzare il rialzo. In genere viene utilizzato per bambini di peso compreso tra 9 e 36 kg, e possono essere regolabili per adattarsi alla crescita del bambino.
Come abbiamo detto, la legislazione italiana è molto chiara quando si tratta di garantire la sicurezza dei bambini in auto.
Secondo l’articolo 172 del Codice della Strada, tutti i bambini con una statura inferiore a 1,5 metri devono essere assicurati al sedile tramite un sistema di ritenuta per bambini che sia adeguato al loro peso e, soprattutto, omologato.
Tre sono i principi chiave da rispettare:
Quindi, finché il bambino non raggiunge i 150 cm, è obbligatorio che viaggi su un seggiolino adeguato.
In aggiunta, l’articolo 172 comma 1bis stabilisce che, per i bambini al di sotto dei 4 anni, deve essere utilizzato un dispositivo anti-abbandono.
Questo dispositivo, che può essere integrato al seggiolino o separato, deve attivarsi automaticamente ogni volta che si usa l’auto, con dei segnali acustici, visivi o luminosi per ricordare la presenza del bambino in auto ed evitare di dimenticarlo in macchina.
Ogni seggiolino, per essere conforme alla normativa, deve essere omologato. L’omologazione dei seggiolini auto è data da un’etichetta apposta sul dispositivo o sulla confezione.
Ad oggi, il Codice della Strada consente ancora l’utilizzo di seggiolini conformi a normative più vecchie, purché non risalgano a standard ormai vietati, come quelli approvati prima del 1995 (UN-ECE R44/01 e R44/02). Questo significa che, anche con l’introduzione di nuove normative, i seggiolini già in uso che rispettano gli standard precedenti possono continuare a essere utilizzati senza incorrere in sanzioni.
Ad esempio, anche se da settembre 2024 saranno venduti solo seggiolini conformi alla normativa R129, i genitori potranno continuare a utilizzare seggiolini omologati secondo la precedente norma R44, se già acquistati.
Nel caso, invece, tu non abbia ancora acquistato un seggiolino, gli standard più recenti come la ECE R129 sono sicuramente quelli che offrono livelli di protezione superiori rispetto ai modelli più vecchi.
Nel corso degli anni sono cambiate diverse normative rispetto ai seggiolini per bambini. Nello specifico, la normativa R129 è entrata in vigore nel 2013 e ha progressivamente sostituito la precedente ECE R44/04, diventando dal settembre 2023 lo standard unico per l’omologazione dei seggiolini auto in Europa.
Dal 2024, potranno essere venduti solamente seggiolini omologati secondo questo standard, con l’obiettivo di rendere la scelta del seggiolino più sicura e semplice per i genitori.
La normativa R129, conosciuta anche come i-Size, introduce diversi miglioramenti in termini di sicurezza. Per i seggiolini destinati ai bambini più piccoli, fino a 105 cm di altezza, l’installazione avviene tramite il sistema ISOFIX, che riduce il rischio di errori nell’installazione e offre maggiore stabilità in caso di urto.
Uno dei principali cambiamenti è l’introduzione formale di una classificazione basata sull’altezza del bambino invece che sul peso, semplificando la scelta del seggiolino più adatto. Inoltre, la legge stabilisce che i bambini debbano viaggiare in senso contrario di marcia fino ai 15 mesi di età o ai 76 cm di altezza, perché questa posizione offre una maggiore protezione in caso di incidente frontale.
Un’altra importante novità riguarda i test di sicurezza che i seggiolini devono superare per ottenere l’omologazione: oltre agli impatti frontali e ai tamponamenti, la normativa R129 richiede che i seggiolini superino anche test sugli impatti laterali, considerati altrettanto pericolosi.
Esistono due principali modalità per installare un seggiolino: tramite le cinture di sicurezza del veicolo o con il sistema ISOFIX, a seconda del modello del seggiolino e dell’auto.
Per quanto riguarda, invece, la posizione del seggiolino in auto, la legge permette di installarlo sia sul sedile anteriore che su quelli posteriori, ma è generalmente consigliato metterlo sui sedili posteriori, preferibilmente quello centrale, per proteggere il bambino da eventuali impatti laterali. Se il seggiolino viene installato sul sedile anteriore, è obbligatorio disattivare l’airbag del passeggero se il seggiolino è rivolto contro il senso di marcia, perché l’esplosione dell’airbag potrebbe provocare delle lesioni al bambino.
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